Il quarto episodio di “SBS Partner” parla di Macron.
Nel quarto episodio di SBS Partner incontriamo Macron, eccellenza italiana dello sportswear tecnico e brand globale in forte crescita.
Un confronto diretto su strategia, innovazione, sostenibilità e cultura aziendale, con insight concreti su come si costruisce e si guida un’impresa internazionale dello sport — e su quali competenze servono oggi ai professionisti di domani.
Dentro Macron: strategia, innovazione e cultura della performance
Intervista a Gianluca Pavanello, CEO.
Gianluca, Macron è oggi un brand riconosciuto a livello internazionale. Quali valori aziendali si sono rivelati decisivi nelle scelte strategiche più importanti, soprattutto nei momenti di maggiore crescita o cambiamento?
La crescita è parte del nostro DNA, è scritta nel nostro nome. Macron affonda le sue radici nel prefisso greco makro, che significa “grande”: da qui nasce la nostra missione, costruire una grande azienda italiana dello sport. Un obiettivo che richiede ambizione e coraggio, disciplina quotidiana e una costante, sana ossessione per la qualità a 360°. Solo così è possibile distinguersi ed emergere in un mercato altamente competitivo.
Nel mercato dello sportswear tecnico la competizione è globale e molto rapida. Quali sono oggi le sfide più complesse per un’azienda come Macron: innovazione di prodotto, gestione della filiera, relazione con club e federazioni o altro?
La competizione cresce ogni giorno ed è sempre più globale e intensa. È come guidare una macchina in salita: non si può mai togliere il piede dall’acceleratore. Servono impegno continuo, determinazione e la capacità di migliorarsi costantemente, rimanendo umili e mantenendo un ascolto attento e costante del mercato.
Le sfide sono molteplici e richiedono un focus costante sull’innovazione di prodotto, sul miglioramento organizzativo e sull’efficienza dei processi. Nel corso degli anni siamo riusciti a costruire una macchina operativa distintiva: dall’attenzione al prodotto, espressione del nostro saper fare italiano, al modo in cui ci relazioniamo con i club partner, fino allo sviluppo di un network unico di Sports Hub, che rappresenta una modalità di go-to-market fortemente differenziante. Tutti questi elementi concorrono a definire un modello operativo solido, riconoscibile e orientato al futuro.
L’innovazione è uno dei pilastri di Macron. Può raccontarci un progetto o un prodotto recente che rappresenta questa visione e spiegare quale esigenza di mercato o strategica ha spinto l’azienda a svilupparlo?
Il lancio della nuova collezione lifestyle Macron O.N.E (Own Nothing Else) è un esempio concreto della nostra costante tensione verso l’evoluzione e l’innovazione. Si tratta di una linea che ci permette di ampliare la nostra presenza anche oltre il perimetro dello sportswear tradizionale e portare il DNA Macron nella quotidianità, trasformando l’attitudine sportiva in un vero e proprio linguaggio estetico.
Da questa visione nasce il concetto di ActiveFashion: prodotti pensati per accompagnare le persone in ogni momento della giornata, unendo performance, comfort e stile. Lo sviluppo della collezione ha richiesto un importante lavoro di Ricerca & Sviluppo, finalizzato a creare capi capaci di esprimere il savoir-faire italiano attraverso l’utilizzo di materiali tecnici evoluti e soluzioni costruttive sofisticate.
Il risultato è una collezione per chi vive lo sport non solo come pratica ma come parte integrante del proprio stile di vita. Un percorso che ci entusiasma e che apre nuove prospettive di espressione per il brand.
La crescita internazionale porta con sé complessità organizzative importanti. Come avete lavorato, negli anni, su struttura interna, leadership e cultura aziendale per sostenere questa espansione?
La crescita porta inevitabilmente con sé una maggiore complessità. La sfida, quindi, è saperla semplificare tramite chiarezza organizzativa, procedure condivise, una squadra corta e compatta e responsabilità chiare.
Semplificare rende l’organizzazione più solida e antifragile, capace di affrontare il cambiamento continuo e di trasformarlo in un’opportunità.
Altrettanto importante è costruire un ambiente di lavoro basato su una collaborazione autentica, in cui tutti possano esprimere le proprie idee, confrontarsi apertamente e partecipare alle decisioni, sostenendo pienamente la sintesi finale anche quando diversa dal proprio punto di vista.
Un ambiente in cui le persone non si limitino a svolgere bene il proprio lavoro ma si sentano veri imprenditori: coinvolti, responsabili e pienamente focalizzati sul risultato finale.
La sostenibilità è sempre più centrale anche nel settore sportswear. Come state integrando questi temi nelle strategie industriali e di prodotto, e quanto incidono oggi sulle scelte di investimento?
Abbiamo recentemente pubblicato il nostro primo Bilancio di Sostenibilità, relativo all’anno 2024. Si tratta di un documento che racconta in modo trasparente e misurabile il nostro impegno nei tre ambiti ESG: Ambiente, Responsabilità Sociale e Governance.
Per quanto riguarda il prodotto, mi fa piacere condividere alcuni dati significativi estratti da questo documento: un incremento del 33% nell’utilizzo di materiali riciclati, il 40% dei prodotti realizzati in tessuto Eco-Fabric, l’avvio di una nuova partnership con Eso-Recycling per una gestione più efficace dei prodotti a fine vita e l’introduzione sistematica della misurazione delle emissioni Scope 1, 2 e 3.
Il nostro impegno per la sostenibilità ambientale, racchiuso nel programma “Macron 4 The Planet”, non è un’iniziativa recente, è un percorso avviato da tempo e destinato a rimanere centrale nelle nostre strategie industriali. Un impegno coerente con il nostro modo di fare impresa, che guarda sempre al lungo periodo.
In questi anni si è consolidata la collaborazione tra Macron e il Master SBS. Qual è, secondo te, il valore di mettere in relazione diretta aziende e studenti, e quali competenze cercate oggi in giovani che vogliono lavorare nel vostro settore?
Per rispondere a questa domanda partirei da un dato che per noi è molto significativo: l’età media delle persone che lavorano in Macron è inferiore ai 34 anni e, per molti di loro, Macron ha rappresentato il primo impiego. Questo racconta bene quanto crediamo nel valore della relazione diretta tra azienda e studenti per intercettare talento, energia e nuove idee.
Cerchiamo persone che sappiano coniugare competenze e preparazione con determinazione, curiosità ed energia. Persone con voglia di mettersi in gioco, con quello che mi piace definire “amore per la fatica”: la consapevolezza che i risultati importanti richiedono impegno, costanza e spirito di sacrificio.
È sempre molto bello vedere come giovani entrati in azienda in ruoli junior siano cresciuti nel tempo fino a diventare manager solidi e responsabili. Accompagnare questo percorso di crescita è parte integrante della nostra missione come azienda.
Guardando al percorso di Macron, qual è stata una scelta non convenzionale o controcorrente che inizialmente ha fatto discutere ma che col tempo si è rivelata vincente?
Se parliamo di scelte controcorrente che, nel tempo, si sono rivelate vincenti, viene naturale citare l’evoluzione della nostra strategia distributiva nel teamwear: il passaggio dal modello multimarca a quello monomarca. Oggi contiamo oltre 190 Macron Sports Hub in più di 25 Paesi.
I Macron Sports Hub sono vere e proprie ambasciate del brand, chiamate prima di tutto a rappresentarne i valori e l’identità, ancora prima di occuparsi della vendita dei prodotti. La costruzione di una rete monomarca ha richiesto investimenti significativi, grandi sforzi e un profondo adattamento delle operations ma oggi rappresenta un asset strategico unico e fortemente distintivo.
Come è cambiato il tuo ruolo di AD con la crescita dell’azienda e quali competenze sono diventate oggi indispensabili per guidare un gruppo come Macron?
Sono entrato in Macron nel dicembre 2004 come Amministratore Delegato. All’epoca l’azienda fatturava circa 10 milioni di euro e contava pochi dipendenti; oggi, a distanza di vent’anni, abbiamo raggiunto un fatturato di circa 250 milioni di euro e siamo diventati un gruppo internazionale, con filiali e presenza diretta in tutto il mondo.
È stata una cavalcata straordinaria, che mi ha profondamente cambiato sia come persona sia come professionista. Sono cresciuto e maturato insieme a Macron. Insieme ai colleghi abbiamo costruito, e stiamo continuando a costruire, qualcosa di davvero eccezionale.
Credo che alla base di questa crescita ci siano una determinazione fortissima, una passione autentica e un’ossessione instancabile per la qualità e la perfezione. Con il tempo ho imparato anche a delegare di più. Ritengo che un CEO possa dire di aver svolto davvero bene il proprio ruolo nel momento in cui il suo intervento diretto non è più indispensabile, quando riesce a rendersi progressivamente “dispensabile”.
Come vedi l’evoluzione del rapporto tra brand tecnici e club sportivi nei prossimi anni: più partnership strategiche o semplici forniture?
Il mondo delle sponsorizzazioni tecniche è cambiato profondamente negli ultimi anni, sia dal punto di vista economico sia in termini di aspettative. La firma dei club è diventata più onerosa, così come la capacità di rispondere a richieste sempre più elevate in termini di prodotto, innovazione e servizio. L’asticella si è alzata sensibilmente sotto ogni profilo.
Questo scenario richiede investimenti crescenti e organizzazioni più robuste e strutturate, in grado di sviluppare collezioni costantemente nuove, attuali e performanti. Per noi, che abbiamo fatto del prodotto di qualità e dell’innovazione una bandiera, tutto questo è ancora più vero.
Crediamo fortemente nelle relazioni di lungo periodo e ci piace accompagnare i nostri club in percorsi di crescita condivisi, esplorando anche nuove direttrici. È il caso, ad esempio, della fornitura dei prodotti della collezione ActiveFashion Macron O.N.E. al Crystal Palace, Basilea e Udinese.
Che consiglio daresti a uno studente del Master SBS che sogna di lavorare in un’azienda internazionale dello sport?
Preparazione, determinazione e disponibilità alla fatica sono elementi indispensabili per ottenere risultati. Come nello sport, anche nel business il talento conta ma deve essere sempre accompagnato da impegno costante, umiltà e una reale voglia di imparare.
Viviamo in un mondo sempre più competitivo e, di conseguenza, sempre più meritocratico. Le rendite di posizione non reggono più, né per le aziende né per le persone. Ed è proprio questo, a mio avviso, l’aspetto più positivo: un contesto che premia sempre di più chi ha voglia di mettersi in gioco, di lavorare sodo e di crescere.
Vai al sito Macron!
👉 Il prossimo appuntamento a marzo 2026, con un’altra storia da scoprire. Intanto puoi leggere i racconti già usciti:
#StayTuned #SBSPartner #Macron















