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Pickleball vs Padel: la nuova sfida delle racchette in Europa (ma il vero match è sul business)

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Pickleball vs Padel: la nuova sfida delle racchette in Europa (ma il vero match è sul business)

Dai campi ai club, dai format “social” alle opportunità per investitori e centri sportivi: perché padel e pickleball non stanno solo conquistando giocatori ma anche budget, spazi e strategie.

Indice

  1. Una rivalità che va oltre lo sport: perché interessa il business
  2. Il padel in Italia: numeri, crescita e maturità del mercato
  3. Pickleball: l’onda americana arriva in Europa (e cambia le regole del gioco)
  4. Il vero campo di sfida: impianti, spazi e modelli di ricavo
  5. Sponsor e media: due prodotti diversi, due modi di “vendere sport”
  6. Italia: opportunità e rischi per club, imprenditori e operatori multisport
  7. Conclusione: non è “chi vince” ma “chi scala meglio”

1) Una rivalità che va oltre lo sport: perché interessa il business

Chiamarla “sfidsa delle racchette” funziona come titolo ma dal punto di vista manageriale la vera domanda è un’altra. Quale sport, tra padel e pickleball, ha il miglior potenziale di crescita sostenibile in Europa — e in Italia — in termini di impianti, domanda, ricavi e investimenti?

Negli ultimi anni il padel si è trasformato in un prodotto “club-based”, costruito attorno a centri specializzati, community e alta frequenza di gioco. Il pickleball invece sta arrivando con un DNA diverso: più accessibile, adattabile, veloce da installare. E proprio per questo, può diventare una minaccia (o un’opportunità) per chi gestisce impianti sportivi.

2) Il padel in Italia: numeri, crescita e maturità del mercato

L’Italia è ormai uno dei paesi chiave nella geografia europea del padel.

Secondo il Report Tennis e Padel 2024 della FITP, in Italia ci sono 4.982 campi da padel all’interno dei circoli affiliati e 1.367 tornei agonistici con 62.541 partecipanti nel 2024.

Un altro dato interessante arriva dalla Federazione Internazionale Padel (FIP): in un focus dedicato all’Italia, la FIP stima 9.300 campi distribuiti su 3.495 strutture e “oltre un milione e mezzo” di persone che giocano a padel.

👉 Tradotto: il padel in Italia non è più un fenomeno di nicchia. È un mercato con infrastrutture già diffuse e con segnali di consolidamento (più competizione tra centri, più attenzione all’esperienza, più selezione naturale).

E a livello continentale? Il FIP World Padel Report 2025 indica che l’Europa ha superato 15.000 club e 50.000 campi da padel.

3) Pickleball: l’onda americana arriva in Europa (e cambia le regole del gioco)

Se il padel è già entrato nella fase “massa + consolidamento”, il pickleball è ancora nella fase più interessante dal punto di vista delle opportunità: category creation.

Negli Stati Uniti la crescita è stata esplosiva. Nel 2024 State of Pickleball Report (SFIA & Pickleheads), la SFIA definisce il pickleball lo sport in più rapida crescita in America e riporta un aumento del +51,8% dal 2022 al 2023 e del +223,5% in tre anni.

L’Europa osserva e inizia a muoversi: in Spagna, per esempio, El País racconta un’accelerazione del fenomeno e la nascita di primi hub e circuiti nazionali.

Il punto chiave, lato business: il pickleball può espandersi più rapidamente perché spesso non richiede grandi investimenti infrastrutturali iniziali. Può “entrare” in spazi esistenti, palestre, centri multisport, campi adattati.

Pickleball vs Padel: la nuova sfida delle racchette in Europa (ma il vero match è sul business)

4) Il vero campo di sfida: impianti, spazi e modelli di ricavo

Qui si decide la partita.

Padel: modello capital intensive, ma ad alta monetizzazione

Il padel tende a crescere dove esiste la possibilità di investire in:

  • infrastrutture dedicate
  • coperture indoor
  • sistemi di prenotazione e gestione
  • community + format eventi

In cambio, il padel offre un vantaggio competitivo enorme per i gestori: alta frequenza di gioco e quindi possibilità di monetizzare bene sul medio periodo (booking, corsi, tornei, pro shop, food & beverage).

Pickleball: modello asset light, perfetto per il multisport

Il pickleball è più “leggero” da far partire:

  • minori costi di avvio
  • ingresso più facile per nuovi utenti
  • maggiore adattabilità agli spazi

In ottica imprenditoriale, può essere un prodotto ideale per:

  • centri sportivi polivalenti
  • club che vogliono ampliare l’offerta
  • strutture comunali o scolastiche

Il rischio, però, è un altro: se è facile da avviare, può diventare anche facile da copiare. Per fare business vero serve costruire format, community e ricorrenza, non solo “aprire un campo”.

5) Sponsor e media: due prodotti diversi, due modi di “vendere sport”

Qui padel e pickleball giocano due campionati differenti.

Padel: più vicino a un “lifestyle sport”

Il padel è entrato in una fase in cui diventa anche media-product: eventi, celebrity, format innovativi.
Un segnale chiaro è l’attenzione a creare fan base, non solo giocatori: il Financial Times racconta la strategia della Hexagon Cup per trasformare il padel in un prodotto di intrattenimento, con un modello che unisce community amatoriali e spettacolo professionistico.

Pickleball: brand-friendly, accessibile, social-first

Il pickleball ha una caratteristica che gli sponsor amano: è intergenerazionale, inclusivo e facile da “raccontare”, quindi perfetto per attivazioni locali e contenuti digitali.

E infatti molti operatori fitness stanno già cavalcando entrambi. Nel Regno Unito, ad esempio, la catena David Lloyd Leisure ha dichiarato una crescita di profitti legata anche all’espansione di padel e pickleball nei propri club (approccio “premium wellness + racket sports”).

6) Italia: opportunità e rischi per club, imprenditori e operatori multisport

Nel mercato italiano, la domanda reale è questa: ha più senso puntare sul consolidamento del padel o inserire pickleball come nuova leva di crescita?

Opportunità concrete

  • per i club già avviati nel padel: lavorare su servizio, community, experience, non solo “numero campi”
  • per i centri multisport: usare il pickleball per aprire nuove fasce (famiglie, adulti, beginner, sportivo soft)
  • per le strutture pubbliche: pickleball come sport con alta inclusività e accesso semplice, quindi più facile da diffondere

Rischi veri

  • saturazione locale padel → competizione sul prezzo e necessità di differenziarsi
  • pickleball trattato come “accessorio” → senza programmazione ed eventi rischia di non generare ricavi ricorrenti
  • strategia “copio e apro” → senza brand e community diventa fragile

7) Conclusione: non è “chi vince”, ma “chi scala meglio”

Il padel oggi in Italia è un mercato reale, strutturato e già in fase di maturazione: grandi numeri, tanta competizione, grandi opportunità per chi lavora bene su community ed esperienza.

Il pickleball è invece la scommessa che arriva con un vantaggio enorme: facilità d’accesso + velocità di diffusione, grazie a un modello più leggero e compatibile con il multisport.

La cosa più probabile, nei prossimi anni, non è un “sorpasso” netto.
È un’Europa in cui i due sport convivono ma occupano spazi strategici diversi.

E per chi lavora nello sport business, questa non è una sfida tra racchette: è una sfida per metri quadri, tempo libero e fidelizzazione.

 

Questo articolo è stato realizzato con il supporto di ChatGPT e le immagini sono state generate con Midjourney.

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