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“SBS Partner” #5 | SIDI

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Davide Rossetti - Amministratore Delegato Sidi Sport

Il quinto episodio di “SBS Partner” parla di SIDI.

Nel quinto episodio di SBS Partner incontriamo SIDI, eccellenza italiana dello sportswear tecnico e brand globale in forte crescita.

Strategia, heritage e performance nel ciclismo e motorsport: ecco SIDI.

Guidare un’azienda storica come SIDI Sport significa muoversi ogni giorno tra innovazione, identità e mercato globale. In questa intervista, il CEO Davide Rossetti racconta cosa significa prendere decisioni strategiche in un brand simbolo del Made in Italy, tra management, sport di alto livello e cultura della performance.

Intervista a Davide Rossetti, CEO

Davide ci racconti del tuo lavoro in SIDI? Cosa fa un CEO ogni giorno in ufficio (o fuori…)?

Il lavoro di un CEO non è mai una giornata tipo, ed è proprio questo il suo valore. Il mio tempo si divide tra tre grandi aree: persone, strategia ed esecuzione. In ufficio lavoro molto sull’allineamento del management team, sulle priorità operative e sul monitoraggio dei risultati; fuori dall’ufficio incontro clienti, partner, atleti, fornitori e stakeholder internazionali.

Una parte fondamentale del mio ruolo è fare sintesi: trasformare informazioni complesse in decisioni chiare, creando le condizioni perché l’organizzazione possa esprimere il massimo potenziale.

SIDI è un marchio iconico nel mondo del ciclismo e del motorsport. Qual è la vera sfida strategica per un brand storico?

La vera sfida non è scegliere tra innovazione di prodotto, evoluzione del modello di business o attrazione di nuovi talenti: è saperle orchestrare insieme senza tradire l’identità del brand.

Per un marchio storico il rischio non è cambiare troppo, ma cambiare senza una direzione. Innovare sì, ma partendo da ciò che ha reso SIDI un punto di riferimento: performance, qualità assoluta e credibilità tecnica. La strategia deve essere coerente, non modaiola.

SIDI nasce da un forte heritage manifatturiero italiano. In che modo questa identità viene preservata nelle decisioni su innovazione, digitalizzazione e mercati internazionali?

Per noi l’heritage non è nostalgia, è un vantaggio competitivo. La manifattura italiana di SIDI significa controllo dei processi, competenza tecnica e cultura del dettaglio.

Quando investiamo in innovazione o digitalizzazione lo facciamo per potenziare queste caratteristiche, non per sostituirle. Anche nei mercati internazionali, il “Made in Italy” non è solo un’etichetta ma una promessa che va mantenuta ogni giorno, dalla progettazione al prodotto finito.

Da CEO, qual è stata la decisione più complessa che hai dovuto prendere e cosa ti ha insegnato sul tuo modo di guidare l’azienda?

Le decisioni più complesse sono quasi sempre quelle che riguardano le persone e il cambiamento. Prendere decisioni che nel breve possono essere difficili ma che nel medio-lungo periodo sono necessarie per la sostenibilità dell’azienda, richiede lucidità e responsabilità.

Mi ha insegnato che guidare un’azienda non significa evitare i conflitti ma affrontarli con chiarezza, ascolto e coerenza.

Lo sport è performance, ma per SIDI è anche un laboratorio di test continuo. Cosa può imparare il management dagli atleti e dai team professionistici?

Gli atleti insegnano una lezione fondamentale: il miglioramento continuo è una disciplina, non un evento. Preparazione, feedback costante, analisi dell’errore e capacità di rialzarsi dopo una sconfitta sono elementi comuni tra sport di alto livello e management.

Inoltre, nessun atleta vince da solo: il lavoro di squadra, la fiducia reciproca e la chiarezza dei ruoli sono esattamente ciò che serve anche in azienda.

SIDI è a stretto contatto con atleti di altissimo livello. Quanto pesa oggi il loro contributo nello sviluppo del prodotto?

Il contributo degli atleti è centrale ma non mitizzato. Gli atleti ci forniscono feedback estremamente qualificati su performance, comfort e affidabilità in condizioni estreme. Il valore nasce quando questo feedback viene integrato con il know-how ingegneristico e produttivo interno.

È un dialogo continuo: l’atleta indica il limite, SIDI costruisce la soluzione per superarlo, rendendola accessibile anche al consumatore finale. Questa è la ratio del nostro “MADE TO PROGRESS”.

Se SIDI fosse una persona, che carattere avrebbe? E quali difetti dovrebbe imparare a correggere nei prossimi 3 anni?

Se SIDI fosse una persona, sarebbe una personalità solida, determinata e poco incline alle scorciatoie. Una di quelle persone che parlano poco ma quando lo fanno hanno contenuti concreti. Competitiva, esigente con sé stessa, molto focalizzata sulla performance e sulla qualità, con una forte etica del lavoro e un grande rispetto per il proprio mestiere. Non ama seguire le mode, preferisce costruire nel tempo, passo dopo passo, con coerenza e credibilità.

Come tutte le personalità forti, però, ha anche dei difetti su cui lavorare. La lezione di SIDI è nella storia di SIDI.  Nei prossimi tre anni SIDI dovrà imparare a essere più veloce nel raccontare ciò che fa, senza dare per scontato che il prodotto parli sempre da solo.
Dovrà aprirsi maggiormente al dialogo con le nuove generazioni di consumatori, mantenendo la propria autorevolezza ma usando linguaggi e canali più contemporanei. Infine, dovrà accettare che anche un brand molto sicuro delle proprie competenze può beneficiare di una maggiore contaminazione esterna: più ascolto, più sperimentazione, senza perdere la propria identità.
Come dire: whatever got you here won’t be sufficient to get you there.

Vai al sito SIDI!

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