Quinto episodio di SBS Stories, la rubrica nata dalle idee dei diplomati per raccontare le carriere di chi, dopo il Master SBS, lavora nello sport con ruoli di responsabilità.
Intervista a Devid Loss – Venue Logistics Coordinator, UEFA
Diplomato VI edizione (2010-2011)
Devid partiamo dall’inizio. Quando ti sei iscritto al Master SBS, che obiettivo professionale avevi? E quanto eri consapevole della direzione che volevi prendere?
Ho fatto parte della VI edizione del Master, anno 2010/11. La scelta di partecipare al Master veniva dalla volontà di dare una netta direzione sportiva al mio curriculum di studi che era incentrato su comunicazione e marketing.
Volevo lavorare nel mondo dello sport a livello organizzativo e avevo la convinzione che tramite il Master il mio profilo sarebbe risaltato agli occhi dei selezionatori.
C’è stato un momento durante il Master (aula, project work, viaggio studio, confronto con docenti o staff) che ha segnato una svolta concreta nel tuo percorso?
Sicuramente lo stage, che ho cercato e fortemente voluto in una società sportiva. Unirmi a Trentino Volley per prendere parte all’organizzazione delle Final Four di CEV Champions League 2011 mi ha dato la possibilità di confrontarmi con il modo in cui volevo lavorare.
L’esperienza è stata molto positiva, tanto da ottenere un contratto direttamente con il club trentino per la stagione successiva e confermandomi una volta in più che questo era il settore in cui volevo crescere, professionalmente parlando.
Se dovessi spiegare cosa fai ogni giorno — al di là del job title — come descriveresti il tuo lavoro? Quali responsabilità gestisci e quali decisioni impattano maggiormente sul business?
Nel mio team ci occupiamo di organizzare e gestire tutti gli spazi “back of office” degli stadi delle finali. Uno stadio designato per ospitare una finale Uefa è completamente riorganizzato nei suoi spazzi interni per andare incontro alle necessità operative di Uefa.
Il mio lavoro mi porta ad essere in contatto con tutti i dipartimenti interni ed è importante conoscere il loro lavoro per poter trovare le soluzioni migliori per le loro necessità. L’obiettivo finale del team VLOG è assicurarsi che tutti i colleghi, media e televisioni che sono coinvolti on-site trovino le condizioni perfette per lavorare.
Qual è la domanda che ti fai prima di prendere una decisione importante?
Piu che una domanda, la cosa fondamentale quando si organizzano eventi di primissimo livello ma vale per ogni evento, è avere in testa “the big picture”, che vuol dire il risultato finale a cui si ambisce. Non singolarmente ma in maniera ampia, come organizzazione. In termini pratici, ogni decisione che viene presa non va vista nella sua singola unità ma va ponderata all’interno delle dinamiche che portano al risultato finale.
Guardando al tuo lavoro di oggi, quali competenze vedi come indispensabili rispetto a quando hai iniziato il tuo percorso lavorativo?
Tralasciando le competenze tecniche che derivano dall’esperienza, credo che la comunicazione sia estremamente importante. Informazioni non condivise o date per scontate finiscono per creare i problemi più difficili da gestire.
Qual è la parte più complessa del tuo ruolo? E come gestisci la pressione quando le aspettative sono alte?
Il lavoro di venue logistics coordinator si contraddistingue per una fase di pianificazione molto lunga e dettagliata. Precisione e coordinamento con tutti gli altri progetti coinvolti nella finale sono fondamentali. Il livello di pressione cresce con l’avvicinarsi della finale e raggiunge il picco quando ci si sposta on-site.
Gestire una finale dal vivo richiede una conoscenza totale di tutta la fase di preparazione, sapere gestire le priorità, e una intelligenza emotiva per collaborare con i colleghi, il fattore umano è sempre chiave.
Qual è la lezione più dura che il mondo dello sport business ti ha insegnato e che nessun manuale può davvero spiegare?
Bisogna avere sempre in testa il risultato finale a cui si ambisce. Sembra una cosa scontata ma non lo è. Solo l’esperienza aiuta a definire la “big picture” nei suoi dettagli più nascosti.
Se domani dovessi costruire il tuo team ideale, quali tre competenze cercheresti prima di tutto?
Professionalità: in termini di conoscenza, rispetto degli altri ed educazione nei comportamenti e nella comunicazione anche in situazioni di forte stress.
Umiltà: si lavora in team e ci si confronta su tutti gli aspetti.
Flessibilità: bisogna sapersi adattare alle situazioni ed ai problemi, e non lamentarsi di essi.
Se tornassi in aula al Master SBS per tenere una lezione, quale errore professionale cercheresti di far evitare agli studenti?
Non mi focalizzerei su un errore in particolare. Cercherei di far capire loro due cose: lavorare nello sport, nella maggior parte dei casi, vuol dire stare lontano dai riflettori e dal terreno di gioco. Se cercassero questi aspetti, potrebbero restare molto delusi. Secondariamente, non esiste solo “il calcio” o “il basket” o un altro sport specifico. Essere tifosi o super appassionati di uno sport non deve limitare la visione sull’universo sportivo che ci circonda e delle opportunità che offre.
Aggiungerei una cosa: fate esperienza come volontari in diversi eventi. È la miglior esperienza per capire come funziona veramente il mondo degli eventi sportivi e capire se vi può piacere o meno.
Conclusione
Con la storia di Devid Loss prosegue il viaggio di SBS Stories: un percorso fatto di passione, crescita e ambizione, attraverso le voci dei diplomati del Master SBS che ogni giorno contribuiscono al mondo dello sport business.
👉 Il prossimo appuntamento sarà ad Aprile 2026, con un nuovo diplomato e una nuova storia da raccontare.
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