Quarto episodio di SBS Stories, la rubrica nata dalle idee dei diplomati per raccontare le carriere di chi, dopo il Master SBS, lavora nello sport con ruoli di responsabilità.
Da La Ghirada alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026
Intervista a Francesco Marchei – Operations Supervisor, Fondazione Milano Cortina 2026
Diplomato XVIII edizione (2022-2023)
Francesco, ci racconti di cosa ti occupi e quali ritieni siano i tuoi punti di forza nel team in cui sei inserito?
Attualmente lavoro per Fondazione Milano Cortina 2026 come Operations Supervisor. Mi occupo di coordinare alcune delle aree funzionali operative coinvolte nella realizzazione e gestione dell’evento (es. Food & Beverage, Logistica…) sulla venue di Livigno, dove si svolgeranno le gare di sci e snowboard freestyle.
La capacità di mantenere la calma anche nei momenti più intensi, unita a una propensione al problem solving, rappresentano un valore fondamentale nel settore degli eventi: ogni giornata può riservare imprevisti ed è proprio in quelle situazioni che si fa la differenza, grazie a lucidità e spirito collaborativo.
Cosa ti ha convinto a scegliere il Master SBS?
Scegliere il Master SBS è stato naturale: è da anni uno dei percorsi più riconosciuti a livello internazionale nel mondo dello sport business e lo seguivo da tempo. Ciò che mi ha convinto fin da subito sono stati gli sbocchi professionali offerti dal Master, sia in termini di qualità delle opportunità che di rilevanza delle aziende partner. Per me rappresentava un punto di partenza concreto verso il mondo del lavoro che desideravo.
Avevo sentito anche racconti entusiasti da amici che lo avevano frequentato e, inoltre, l’idea di vivere La Ghirada, uno dei centri sportivi più all’avanguardia d’Europa, è stata un’ulteriore motivazione.
Cercavo un ambiente che unisse formazione, pratica e vita di gruppo e il Master SBS è riuscito a riunire tutto questo.
C’è un insegnamento, un progetto o un incontro vissuto durante il Master che consideri decisivo per la tua crescita professionale e che ti ha aiutato ad arrivare dove sei oggi?
Durante il Master ho vissuto tanti momenti formativi ma ciò che considero davvero decisivo è stato l’approccio concreto al mondo del lavoro. Le lezioni, i progetti e le testimonianze aziendali mi hanno trasmesso una visione reale di cosa significhi lavorare nello sport system, con tutte le sue complessità e opportunità.
Un insegnamento che porto con me è quello di restare sempre aperti, curiosi e pronti a mettersi in gioco: nel nostro settore, la flessibilità e la voglia di imparare sono qualità indispensabili per crescere e affrontare le sfide che ogni evento comporta.
Il mondo dell’organizzazione eventi è fatto di grandi sacrifici, dedizione, weekend passati lavorando, soprattutto durante la fase attiva degli eventi che organizzi: ci son stati momenti in cui ti sei detto: “no basta non ce la faccio più!”. E, nel caso, come li hai superati?
Sì, assolutamente. L’organizzazione di eventi, soprattutto sportivi, è un mondo che ti chiede tanto: orari lunghi, ritmi intensi e grande responsabilità. Ci sono stati momenti di stanchezza, soprattutto durante le fasi operative sul campo.
Ma ogni volta che ti fermi un attimo e guardi a cosa stai contribuendo — la passione delle persone, l’energia dell’evento, il senso di squadra — tutto acquista un senso. Ti rendi conto che la fatica fa parte del percorso, e che la soddisfazione finale è sempre più grande di ogni difficoltà.
C’è qualcosa che ti “preoccupa” delle prossime Olimpiadi di Milano Cortina 2026?
Più che preoccupazione, sento una grande responsabilità. Le Olimpiadi rappresentano un evento unico per complessità e visibilità, e ogni dettaglio deve essere curato al massimo per garantire che tutto funzioni nel modo giusto.
La sfida più grande, secondo me, sarà riuscire a mantenere equilibrio e lucidità nei momenti più intensi. È in quei frangenti che emergono davvero la forza del gruppo e la capacità di restare concentrati sull’obiettivo comune: offrire un’esperienza olimpica indimenticabile.
Come vedi il tuo futuro post Olimpiade Milano Cortina 2026?
Non so ancora con certezza dove mi porterà questa esperienza ma so che sarà un passaggio fondamentale. Lavorare alle Olimpiadi è un sogno, non lo considero un punto d’arrivo: piuttosto un punto di partenza.
Dopo i Giochi mi piacerebbe continuare il mio percorso nel settore sportivo e degli eventi, mantenendo aperte diverse possibilità. Credo che questa esperienza mi darà strumenti e consapevolezze utili per affrontare nuove sfide, valutare opportunità anche molto diverse tra loro e costruire un futuro professionale che rispecchi le mie ambizioni.
Se il tuo percorso professionale fosse una gara olimpica, quale sarebbe? E perché?
Anche se non è una disciplina invernale, direi una partita di basket, perché è comunque uno sport olimpico e rappresenta la mia più grande passione.
Come nel basket, anche nel mio percorso il lavoro di squadra è tutto: nessuno vince da solo.
E poi il basket è diviso in quattro quarti e credo di essere solo al primo (la mia carriera è ancora all’inizio) ma ogni “quarto” rappresenta una fase di crescita, di esperienza, di consapevolezza.
La vittoria finale si costruisce passo dopo passo, con impegno e visione, senza mai smettere di giocare con passione.
Conclusione
Con la storia di Francesco Marchei prosegue il viaggio di SBS Stories: un percorso fatto di passione, crescita e ambizione, attraverso le voci dei diplomati del Master SBS che ogni giorno contribuiscono al mondo dello sport business.
👉 Il prossimo appuntamento sarà a febbraio 2026, con un nuovo diplomato e una nuova storia da raccontare.
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